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Giacomo Manzù: lo scultore capace di rappresentare la forza del Sacro e dell’Umano

Il bronzo di Giacomo Manzù “Papa Giovanni in preghiera” proposto da Historian Lugano, di 13 cm di altezza, è stato realizzato nel 2000, post-mortem ed è il settimo pezzo di una tiratura di 99. La moglie del maestro Inge, con la sua firma sul COA, confermò da Ardea/Lazio - dove la coppia visse a lungo - che l’opera è “inserita nell’archivio di Giacomo Manzù”. Si tratta di una figura ieratica. Solo il volto e le mani in preghiera interrompono il fluire lineare e potente del bronzo, dove le pieghe dell’abito talare indicano la forza del papa proteso, anche figurativamente, verso l’Eterno. Manzù ebbe un rapporto speciale con Angelo Roncalli: «hanno parlato di amicizia fra me e papa Giovanni, - raccontò - ma uno scultore non può permettersi un’amicizia con un papa. Però mi voleva bene e io penso di aver avuto fortuna a conoscerlo». L’incontro tra lo scultore e il futuro pontefice avvenne all’inizio della vita di Giacomo che, nato a Bergamo nel 1908, era il dodicesimo di quattordici fratelli. Il padre calzolaio arrotondava lo stipendio facendo il sagrestano nella basilica di Sant’Alessandro in Colonna. Spesso Giacomo lo aspettava nel sottotetto, dove passava il tempo disegnando a matita sulle pareti antiche volti, luoghi, figure, vedute campestri della città e stelle: piccoli graffiti che sono stati ritrovati solo nel 2008! E proprio dal pulpito di Sant’Alessandro il futuro papa aveva predicato giovanissimo, assistito dal padre di Manzù. Successivamente Giovanni XXIII raccontò allo scultore che, da poco ordinato - era il 1906 - era intimidito e in difficoltà, allora papà Mazù gli aveva detto in dialetto “Si faccia coraggio, don Angelo, che va benissimo!”. Giacomo Manzù ritrasse più volte il papa e realizzò anche i calchi del volto e della mano dopo la sua morte. L’incontro con il Sacro ha segnato la vita di Giacomo Manzù; «ho disegnato fin da bambino, - disse - il mio lavoro è il ritratto della mia vita ... vi sono i cardinali, che sono il ricordo della mia infanzia, vi è il Cristo dell’umanità, l’incontro con mia moglie Inge, che mi ha portato l’amore nella vita e nel lavoro. Vi sono gli incontri con papa Giovanni e i miei figli Giulia e Mileto». Il percorso artistico di Giacomo Manzù – disegnatore, pittore e scultore - è segnato da una creatività incessante, dal successo e da tanti riconoscimenti. Tra gli eventi della sua vita, nei primi anni 30 condivise lo studio e un rapporto di stima e amicizia con il pittore Aligi Sassu. Nel ’33 espose alla Biennale di Venezia e alla Triennale di Roma. Nel ’38 iniziò il ciclo dedicato alle crocefissioni e alle deposizioni, usando il tema sacro della morte di Gesù per raffigurare prima la brutalità del regime fascista e poi gli orrori della guerra. Risale al ‘38 e al ‘39 la prima serie dei Cardinali, che saranno poi un tema iconografico di tutta la sua carriera. Figure in bronzo dalla schematica struttura piramidale, assorte in meditazione, dalle forme tanto vicine al “Papa Giovanni in preghiera” di Historian Lugano e che gli valsero la Medaglia d’oro alla Biennale di Venezia del ’48. Non mancano i disegni - presenti anche nelle raccolte di Historian - ed è interessante sapere che nel 1944 Manzù, nel suo eclettismo, realizzò a Laveno “Trenta studi di erbe e fiori”. Nel ’50 – ormai artista di fama internazionale, con mostre allestite in Germania, Olanda, Belgio e Inghilterra - partecipò al concorso per la Porta della Morte di S.Pietro in Vaticano e lo vinse. Espose a Milano e insegnò all’Accademia di Brera, poi a Torino e, nel ’54, a Salisburgo, dove conobbe la sua seconda moglie Inge: compagna di vita e modello dei tanti ritrattti e busti femminili. E’ morto nel 1991 ad Aprilia. Le numerose testimonianze della sua arte, sempre celebrata, sono distribuite in tutto il mondo, anche nella sua amata Bergamo. Giacomo Manzù con l’intensità delle sue figure ha saputo raccontare l’umanità.

Giacomo Manzù: the sculptor capable of representing the strength of the Sacred and the Human

The bronze by Giacomo Manzù "Pope John in prayer" proposed by Historian Lugano, 13 cm high, was made in 2000, post-mortem and is the seventh piece in a run of 99. The wife of the master Inge, with her signature on the COA, confirmed from Ardea/Lazio - where the couple lived for a long time - that the work is "included in the Giacomo Manzù archive". It is a hieratic figure. Only the face and hands in prayer interrupt the linear and powerful flow of the bronze, where the folds of the cassock indicate the strength of the pope reaching out, even figuratively, towards the Eternal. Manzù had a special relationship with Angelo Roncalli: "they talked about friendship between me and Pope John, - he said - but a sculptor cannot afford a friendship with a pope. But he loved me and I think I was lucky to know him ». The meeting between the sculptor and the future pontiff took place at the beginning of the life of Giacomo who, born in Bergamo in 1908, was the twelfth of fourteen brothers. The shoemaker father rounded off his salary by being a sacristan in the basilica of Sant’Alessandro in Colonna. Giacomo often waited for him in the attic, where he spent time drawing in pencil on the ancient walls faces, places, figures, country views of the city and stars: small graffiti that were only found in 2008! And it was from the pulpit of Saint Alexander that the future pope had preached at a very young age, assisted by Manzù's father. Subsequently, John XXIII told the sculptor that, having been recently ordained - it was 1906 - he was intimidated and in difficulty, then father Mazù had told him in dialect "Take courage, Don Angelo, that's fine!". Giacomo Manzù portrayed the pope several times and also made the casts of the face and hand after his death. The encounter with the Sacred marked the life of Giacomo Manzù; "I drew since I was a child, - he said - my work is the portrait of my life ... there are the cardinals, who are the memory of my childhood, there is the Christ of humanity, the meeting with my wife Inge, which brought me love in life and work. There are meetings with Pope John and my children Giulia and Mileto ». The artistic path of Giacomo Manzù - draftsman, painter and sculptor - is marked by an incessant creativity, encounters, success and many awards. Among the many events of his life, in the early 1930s he shared a study and a relationship of esteem and friendship with the painter Aligi Sassu. In '33 he exhibited at the Venice Biennale and the Rome Triennale. In '38 he began the cycle dedicated to crucifixions and depositions, using the sacred theme of the death of Jesus to depict first the brutality of the fascist regime and then the horrors of war. The first series of Cardinals dates back to '38 and '39, which will later become an iconographic theme throughout his career. Bronze figures with a schematic pyramidal structure, absorbed in meditation, with shapes so close to the "Pope John in prayer" by Historian Lugano and that earned him the Gold Medal at the Venice Biennale in '48. There is no shortage of drawings, also present in the collections of Historian, but it is interesting to know that, in his eclecticism, in 1944 Manzù created "Thirty studies of herbs and flowers" in Laveno. In the 1950s – at the time an internationally renowned artist, with exhibitions set up in Germany, Holland, Belgium and England - he participated in the competition for St. Peter's Gate of Death in the Vatican and won it. He exhibited in Milan and taught at the Brera Academy, then in Turin and, in '54, in Salzburg, where he met his second wife Inge: life partner and model of the many portraits and female busts. He died in 1991 in Aprilia. The numerous testimonies of his art, always celebrated, are distributed all over the world, even in his beloved Bergamo. Giacomo Manzù with the intensity of his figures was able to tell humanity.

 

Giacomo Manzù (1908 - 1991) Papa Giovanni in preghiera - Scultura in Bronzo 7 / 99 Venduto

Giacomo Manzù ( 1908 - 1991 ) Scultura in Bronzo 7/ 99
Titolo dell'opera : Papa Giovanni in preghiera
Opera completa di certificato di autenticità e numero di archivio
Numerazione 7 / 99 - Dimensioni Altezza cm 13 Larghezza cm 15 Profondità cm 14 - Perfetto stato di conservazione generale
Referenza SM1

Giacomo Manzù (1908 - 1991) Bronzeskulptur 7/99
Titel der Arbeit: Papst Johannes im Gebet
Arbeiten Sie komplett mit Echtheitszertifikat und Archivnummer
Nummerierung 7/99 - Maße Höhe 13 cm Breite 15 cm Tiefe 14 cm - In einwandfreiem Allgemeinzustand
Referenz SM1

Giacomo Manzù (1908 - 1991) Sculpture en bronze 7/99
Titre de l'œuvre: Pape Jean en prière
Travail complet avec certificat d'authenticité et numéro d'archive
Numérotation 7/99 - Dimensions Hauteur 13 cm Largeur 15 cm Profondeur 14 cm - En parfait état général
Référence SM1

Giacomo Manzù (1908 - 1991) Bronze Sculpture 7/99
Title of the work: Pope John in prayer
Work complete with certificate of authenticity and archive number
Numbering 7/99 - Dimensions Height 13 cm Width 15 cm Depth 14 cm - In perfect general condition
Reference SM1

Codice: SM1
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